Cosa Leggere la Sera

per chi fa una Scuola di Scrittura.

In questa rubrica troverete dei consigli abbastanza ponderati su come spendere quel poco denaro che è rimasto nell'acquisto di libri. Fidatevi. Leggere è imparare a scrivere, comunque.

Ma da certi autori e da certe vicende si impara un po' di più.

 

 

I torinesi di Osvaldo Guerrieri

Editore: Neri Pozza.

 

Una galleria di ritratti cesellati con cura, leggerezza e ironia. Assai piacevole da leggere. Anche la sera, prima di addormentarsi. Per chi è nato a Torino, una lettura indispensabile. E' la storia della città, riflessa nelle biografie di coloro che, nel bene e nel male, ne hanno fatto un crogiuolo di idee, di avventure spericolate e di altre assai redditizie. Si parte da Camillo Benso di Cavour e si arriva a Gianni Agnelli. Ma, in mezzo, ci sono Pietro Cavallero, Piero Gobetti, Gustavo Rol, Fred Buscaglione. E altre, meno note. Ad esempio, Francesco Faà di Bruno (1825-1888). La sua storia parte dal quartiere San Donato, dove svetta il campanile della chiesa Nostra Signora del Suffragio, meglio nota come Santa Zita. E, poco per volta, diventa un percorso rivoluzionario che coinvolge l'intera città. Chissà come mai nessuno ancora ha pensato di farne un film. 

 

Stoner di John Williams

Editore: Fazi.

 

Il titolo è il cognome del protagonista. Spiccio, no? Infatti, il romanzo, è un capolavoro. Non succede niente. Eppure, con un linguaggio asciutto e chirurgico, poco per volta succede tutto quello che non fa mai notizia, cioè la vita vera. Per come ci rifiutiamo di pensarla. I fallimenti, la mediocrità, le meschinerie, la solitudine. Eppure quanta umanità in queste pagine, quanta lucidità piena di rispetto e comprensione, quanta umiltà. L'esatto contrario di ciò a cui siamo abituati. Un romanzo eversivo, dati i tempi, e un grande esempio di scrittura formidabile. Già nelle prime sei pagine si entra dentro una scansione musicale e non se ne esce più. Perdonate l'enfasi, ma è un libro che non può mancare nella vostra nuova libreria.

 

Il fucile da caccia di Inoue Yasushi

Editore: Adelphi.

 

Un lungo racconto di 101 pagine. Magari è stato proprio Roberto Calasso, l'editore, a volere che venisse fuori così, in stampa. Una malizia, per rimanere dentro la geometria delle 101 storielle zen. Perchè il gusto della geometria, in questa vicenda, è essenziale. C'è un triangolo. Costruito da tre lettere che scrivono i tre personaggi principali. Ogni lato di questo triangolo è attraversato da una tensione costante, da una rabbia sorda e trattenuta che li salda uno all'altro, ineluttabilmente. La perfezione di questo triangolo potrebbe ricordare Borges. Ma siamo in Giappone.

 

Domani nella battaglia pensa a me di Javier Marìas.

Editore: Einaudi.

 

Poi c'è chi dice che non è importante avere una buona idea per iniziare a raccontare una storia. L'importante è l'intensità con cui si inizia il percorso. Sarà. Qui, invece, c'è addirittura un'idea formidabile, inaspettata, spiazzante, che non ti permette di abbandonare le prime quindici pagine per nessun motivo. E, dopo, è peggio. Eppure, non è un poliziesco. Allora, cos'è? Un racconto filosofico, forse. Ma con questa tensione incredibile? Sì. E funziona. Allora vedi quant'è importante avere una buona idea da cui partire? Certo. Poi, però, c'è il problema di gestirla e farla sopravvivere per almeno quattrocento pagine. Ecco, il talento. Io, questo libro, lo comprerei subito. Per poi leggermelo durante l'estate, sotto un pergolato o sopra una scoglio.

 

Scritto di notte di Ettore Sottsass.

Editore: Adelphi.

 

E' il testamento di un architetto. Ma scrive poco del suo lavoro, quasi avesse attraversato la vita comportandosi come un estraneo alle sue regole. Probabilmente, è andata proprio così. Sottsass progettava, faceva, realizzava. E basta. Senza chiedersi altro. Ben attento a quanto gli accadeva intorno. In questa autobiografia racconta soprattutto della sua infanzia e della sua giovinezza, spese durante e dopo la guerra.

 

Vite che non sono la mia di Emmanuel Carrère.

Editore: Einaudi.

 

Nel 2004, durante le feste di Natale, l'autore di questo romanzo è in vacanza con la famiglia nello Sri Lanka. Proprio nei giorni in cui lo tsunami devasta le coste del Pacifico: tra le migliaia di morti c'è anche la figlia di quattro anni di una coppia di connazionali a cui l'autore è legato. Parte da qui una vicenda del tutto reale che racconta di persone vere, dove lo sforzo dell'autore è conservare sempre la propria lucidità, anche quando si trova di fronte a eventi che non capisce, in cui è costretto ad ammettere i propri limiti, ad interrogarsi sulle proprie scelte.

 

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